Ecco i vincitori di Scriba Festival 2014 e le loro opere!

November 13, 2014 § Leave a comment

cropped-testata20143.pngScriba 2014 si è concluso registrando un numero di partecipanti da record. Di seguito, i vincitori di tutte le aree degli Scriba Contest e le opere che hanno li hanno portati alla vittoria!


 

TEATRO: “Delitto d’onore 2.0”, di Simona Castiglione

«Capisco tutto, ma prenderlo a martellate, Impellizzeri, è cosa di una violenza inaudita»
«Non potevo fare altro, maresciallo. Ultimamente mia moglie ci passava insieme intere nottate»

«Non sono maresciallo, sono ispettore. Parliamoci chiaro, niente giustifica il ricorso a soluzioni così estreme»

«Gliel’ho detto, altro modo non c’era. Pregai mia moglie di smetterla, ma lei niente. Anzi, di giorno dormiva. Neanche più da mangiare ci faceva»

«Avrebbe dovuto cercare di riconquistarla, invece di ricorrere al martello»
«Ma quale riconquistarla, maresciallo, quella donna perduta è ormai»
«Non sono marescia… vabbè lasciamo stare. Torniamo a noi: c’era sicuramente una maniera incruenta di risolvere la questione»
«E io le ripeto di no. A metà luglio facemmo la vacanza di famiglia a Porto Rosa. Speravo che non poterlo vedere per due settimane le facesse capire le cose importanti della vita. E invece, indovini?»
«Non sono un indovino, dica lei»
«Stava agitata, a tutti trattava male, compresi me e mia madre, santa donna, che è gravemente inferma. Se ne stava a letto tutta la giornata e se gli dicevo cosa mi abbaiava»
«Va bene, Impellizzeri, ho capito. Una situazione tremenda. Senta, io sono stanco e fa un caldo terribile. Si mostri pentito e il giudice ne terrà conto»
«Io non mi sento pentito. Lo rifarei altre mille volte»
«Si rende conto che così non posso aiutarla? Qui i capi di accusa sono tanti: il meno grave è violenza privata»
«Mi dica una cosa, al posto mio non avrebbe fatto la stessa cosa?»
«Non posso negare che ne avrei avuto il desiderio…»
«Mi permetta di aggiungere solo questo: è un istinto umano quello di danneggiare la macchina, è pura sopravvivenza»
Il giorno 11 agosto dell’anno corrente il qui presente Impellizeri Giuseppe, procedeva alla distruzione del computer della moglie, Giuffré Concetta, servendosi di un martello, spinto da evidenti motivazioni di legittima difesa.


 ANNUNCI IMMOBILIARI: “Stonehenge”, di Valentina Misgur

Eccezionale openspace vendesi, in zona tranquilla (escluso solstizi), circondata dal verde.

850 mq circa, realizzata in materiali ecosostenibili, la proprietà unisce la semplicità delle linee neolitiche alle nuove esigenze in materia di energia alternativa.

La costruzione è realizzata in Dolmen e Menhir, strutture ecosostenibili e antisismiche, utilizzando esclusivamente materiali naturali riciclabili. Finiture pregiate in dolorite, riolite, arenaria e ceneri calcaree vulcaniche. La maggior parte dei materiali è a chilometro zero; alcune pietre pregiate provengono da un sito del Galles sud occidentale e dall’Irlanda, importate in Inghilterra dal diavolo.

Panoramico, ben ventilato, eccellente illuminazione naturale, offre un’ampia visuale della volta celeste con mappa astrale integrata. Doccia diffusa a caduta naturale, per un massaggio corroborante al cuoio capelluto. Vialetto d’accesso privato, la proprietà offre fino a 5 ingressi trilitici indipendenti. L’asse principale è orientato verso la posizione del sole al solstizio d’estate, compatibile con norme Feng Shui e Buddhismo.

Termoautonomo, solo irradiazione solare diretta e forte carica magnetica naturale, funziona sulla polarizzazione dei chakra.

Utilizzabile anche come calendario astrale e orologio solare (no batterie, no ricarica).

Versatile, adatto a possibili riconversioni in tempio neopagano, centro convention per druidi, locale per sabba, macelleria (eccezionale pietra del sacrificio originale inclusa).

Ideale per i figli delle stelle.


 MUSICA: “Bologna”, di Franco Cimei

Appena te ne vai

Torno io

 

Due pacche sulla spalla

Due birre dottore

Mi offro da bere

Finché mi compete il servizio

Tengo fede all’accordo

Stipulato col Vizio

Concordo con gli astanti

Che il tempo quest’anno

Non permette regolare svolgimento

Della caccia allo struzzo

Poi fermo il tempo

Riavvolgo

Per ascoltare lo sproloquio del volgo

Mi colgo sul fatto

Ma non mi frega un cazzo

Non mi pento

Alzo il mio bicchiere e brindo

Non so a cosa ma brindo

 

Appena te ne vai

Torno io

 

Emerito dottore plurilaureato

Con esperienza sul campo

In fatto di rimpianto

Si richiede spiccata propensione al lamento

Sentimentalmente coinvolto

Straccio il contratto e già sto meglio

Ma torno al mestiere comprovato

Dell’avventore avvinazzato

Nei bar del centro

 

Appena te ne vai

Torno io

 

E Carlotta mi ringrazia per lo spritz

Sai non cè male dopo il bis di ieri sera

Te lo meriti tutto

Fino all’ultimo singhiozzo

Ci vediamo domani o da Max

Mentre intanto cerco una soluzione

Allo sbattimento serale

Alla noia mortale

Di passare una vita nello stato fetale

Senza sapere nemmeno

Cosa cazzo bere

Quanto lontano andare

Per distrarsi dal male

Di dover tornare

 

Ma appena te ne vai

Torno io

 

Quello di sempre

Quello incostante

Quello che tiene un paio di tue mutande

Sotto al cuscino

Quello che detiene il diritto

Di essere Bambino

Anche quando la vita crolla

Quando la nonna molla

Quando il presente taglia la corda

E i dinosauri sono tutti morti

Anche la tua criptozoologia

Fa acqua da tutte le parti

Non puoi più salvarti

Fingerti morto

Appiccicarti dei baffi posticci

Sembreresti comunque

La brutta copia

Di un cazzo di maestro jogi

 

Ma appena te ne vai

Appena…


 PRODUZIONI PER BAMBINI E RAGAZZI: “Maria di fantasia”, di Anna Grassigli

Maria di fantasia ne aveva poca, e non sapeva inventare storie per la sua bambina di principesse e cavalieri, ranocchi e serpentelli, le leggeva i classici invece, Pollicino, Hansel e Grethel, Bambi, una sera la bambina si spaventò: vecchie signore cucinate al forno, cuccioli orfani, bambini abbandonati.
Così questa è la storia di Pollicione, un po’ grasso e goffo, però simpatico e chiacchierone. Un giorno tutta la famiglia andò a fare una gita in montagna, Pollicione grasso e goffo rimaneva sempre indietro, e fu così che si perse, insieme a due dei suoi fratelli, che, incantati dalle sue storie, lo avevano aspettato.
I genitori disperati, tornarono indietro a cercarli, ma fu inutile, gli alberi sembravano tutti uguali, e così si persero pure loro.
-Ma chi, i genitori? Si persero? Ma che storia è questa?-
Pollicione e i suoi fratelli, per nulla impauriti, cominciarono la loro avventura tra le montagne, camminavano nei boschi, raccontandosi storielle divertenti, finché videro una baita ed andarono a bussare.
-Dentro c’era un orco?-
-No, non c’era nessun orco, c’era un signore della guardia forestale-
-E aveva sette figlie?-
-No, aveva due maschi ed una femmina, e due pastori maremmani-
Oramai si era fatto buio, e Pollicione con i suoi fratelli rimasero a dormire lì.
-Scommetto che i genitori di Pollicione avevano il cellulare e la guardia forestale li chiamò- No tesoro mio, la guardia forestale mandò i due cani nel bosco, e con il loro fiuto incredibile trovarono i genitori infreddoliti e terrorizzati, e li portarono alla baita, dai lori bambini- -Nessun stivale magico? E neppure grandi ricchezze?-
-No, e neppure sorelline sgozzate, e bambini abbandonati, e adesso dormi, domani ti racconto di Hanselmo e Gretholina, e di una simpatica vecchietta che faceva la sarta.


INTERVISTE POSSIBILI: “Intervista dal teatro di fronte”, di Flavia Corradetti

– Buongiorno, scusi! – urlo in direzione del terrazzo di fronte.
Il signor Fausto è appena uscito, con una tazzina di caffè e un giornale. Mi rivolge un cenno di saluto.
– Posso farle qualche domanda?-
Fausto si avvicina al parapetto del terrazzo.
– E perché? –
– E’ per il mio libro. Vorrei inserire un personaggio che le assomigli –
Fausto sembra sospettoso ma poi dice:
– Ah, vero che lei è uno scrittore… va sempre in giro con quel taccuino… e va bene, ho poco tempo però –
– La prima domanda è questa: lo mette lo zucchero nel caffè?-
– E che domanda è? Comunque no. Il caffè va preso senza zucchero –
– Bene. Ora mi può dire perché tutte le mattine e tutte le sere se ne sta delle ore in terrazza?-
– Che fa, mi spia?-
– La prego, è solo per comprendere le sue abitudini –
– Mi piace leggere in terrazza, punto. Mi rilassa. La mattina, con il primo sole. E la sera, con il fresco che arriva dalla collina –
– Aspetti che prendo appunti. Ok. Osservandola, mi sembra un tipo piuttosto taciturno, solitario. E’ così? Non c’è mai nessuno con lei in terrazza…-. Fausto è sul punto di protestare ma poi, in nome della letteratura, risponde:
– Taciturno, sì. Se vuole può scrivere così. Non mi piace condividere spazi e tempo con gli altri, se non sono costretto –
– Capisco. Posso chiederle che libro legge di sera in terrazza? Mi è sembrato un volumone –
– Sì, è Viaggio al termine della notte, di Celine. Lei l’ha letto?-
– Solo a metà, veramente –
– Peccato, dovrebbe finirlo… io lo sto leggendo per la seconda volta. Ora però vorrei tornare al giornale, prima che faccia troppo caldo qui fuori –
– Solo un’ultima cosa: vedo che ha una grossa cicatrice all’altezza del ginocchio. Cosa le è successo?-
– Ah, no, questo proprio non glielo dico. Se lo inventi -.


CINEMA: “l’ostello della musica”, di Matteo Casini

1962, un urlo; una ragazza disperata, piangente. Il medico le ha consegnato un referto e le gemelle che porta in grembo – è sicuro – saranno sorde. Segue l’abbandono del conservatorio e l’alone d’ombra sul muro dove prima stava il pianoforte verticale. “OSTELLO DELLA MUSICA”, così indica la scritta sopra una palazzina sfarzosa e polverosa nel centro di Sermoneta. Le stesse parole sono anche nell’intestazione di un biglietto da visita trovato vicino le sponde del Lago Azzurro, nel portafoglio del cadavere di Giulio Angerame. Giulio lavorava come comparsa per l’allestimento della Tosca di Puccini, in programma per la serata di chiusura della rassegna Lirica in Borgo 2014. La polizia non da importanza all’indizio e dopo aver interrogato la gentile signora gestrice dell’ostello – una donna al di sopra di ogni sospetto – segue altre piste, tutte fallimentari.

La rassegna ha richiamato molti appassionati in città, ma l’Ostello della musica ha una politica estremamente selettiva riguardo la clientela e ha ancora libera una delle due camere che offre. Leonardo, un giovane detective privato assunto dalla sorella di Giulio, insieme alla sua assistente, riesce a fittare la stanza fingendosi un cultore di musica. I due scoprono a rischio della vita che l’ostello è una copertura, usata dalla donna per attrarre le vittime della feroce e inesauribile sete di sangue delle due gemelle sorde.


STORIA DEI COCKTAIL: “Habana Libre”, di Giacomo Marcheselli

Sono un alcolico molto tosto e caliente. Mi piace buttarmi in avventure sempre diverse e conoscere altri drink. Come quella volta in un bar di Cuba. Me la ricordo ancora come se fosse successo ieri. Era una notte buia e tempestosa, come direbbe Snoopy. Lo era per davvero. Suonavano una musica con chitarre e maracas. Non era solo il tempo ad essere scombussolato ma anche l’animo delle persone attorno. Erano già scoppiate due risse nel locale prima che arrivassi io. Per terra si potevano notare avanzi di vetri rotti e chiazze di sangue. Erano gli indizi che qualcosa sarebbe accaduto quella notte. Qualcosa di nuovo, di fresco. Quelle erano le serate che piacevano a me. Sentivo l’adrenalina crescermi in corpo e cominciai così a danzare nel vortice delle note. Sono un rum che ama la musica e le belle miscele, quelle con cui posso divertirmi e fare divertire. Mi passarono davanti a varie bevande ma nessuna di loro mi interessava particolarmente. Fino a che non arrivò lei. E da quel momento la notte non fu più la stessa: le stelle si accesero in cielo e fecero una corona di luce attorno a noi. Lei era una Coca. Bella, rotonda, dal fascino esotico. Era nuova nell’isola. Mi offrii di farle da cicerone. Ci muovemmo nel balcone a passo di habanera, una danza dolce, lenta. Ci fissammo negli occhi e, prima che potesse dire qualsiasi cosa, ci stavamo già unendo in un abbraccio esplosivo, unito a pezzi di lime che addolcivano la nostra unione e a tequila per rendere più eccitante il tutto. Quella notte nacque l’Habanera libre, il Cuba libre più seducente che possiate immaginare. E ancora oggi, quando ci richiedete al balcone, balliamo la nostra musica. E continueremo a ballare per molto tempo. Por siempre unidos.


 

I vincitori di ciascuna area potranno partecipare alle lezioni magistrali di Bottega Finzioni.

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